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 Essere o non essere?

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Maschio
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MessaggioTitolo: Essere o non essere?   Mar Lug 01, 2008 11:29 am

La salute, dicono, non sta nell’accorgersi di star bene, ma nel non accorgersene, anzi nel non sapere neppure di essere vivi: forse, mi limiterei a dire, nel sapere-non sapere di esistere….Il che equivale, alla fine, a quella sensazione che deve aver ispirato a qualcuno di questo o di un altro forum il tema curioso ma acuto e solleticante sintetizzato nella domanda: “Ma io esisto?”.
Certo, se uno cerca di capire che cosa è il suo io cioè di riflettere su di sé e in qualche modo sorprendersi ed afferrarsi, non sembra che possa facilmente riuscire a farlo, anzi può perfino provare in quell’attimo qualcosa come uno smarrimento o un brivido di paura, che è appunto, io credo, ciò che ha mosso il nostro collega a porre quel tema: “Ma io esisto?” Qualcuno dirà: ma che mi importa saperlo? Io esisto e basta, e perché dovrei pormi filosofici ostacoli a ciò che mi fa godere la fortuna di essere vivo, magari senza troppi problemi dato che ho un euro in tasca e, seppure devo passare qualche ora al lavoro o sui banchi di scuola, appena fuori mi par di danzare? Già, ma per coloro che non sono così agili e fortunati? Ebbene proprio loro dovrebbero ringraziare se è così difficile essere certi di vivere, perché proprio i filosofi – o almeno certi filosofi predicatori - hanno detto che rendersi conto di vivere significa anche sapere di dover morire, e questo dopo tutto finirebbe per turbare quella leggerezza vitale, cioè quel non sapere di esistere che è il segno della salute. Chi sa, forse è questo il vero enigma d’Amleto, o almeno quello che esso è divenuto per noi, apprendisti filosofi e frequentatori di forum….
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MessaggioTitolo: Re: Essere o non essere?   Mar Lug 01, 2008 11:46 am

E' un problema che mi pongo anche io nei momenti acuti di angoscia... e con angoscia intendo l'angoscia kierkegaardiana, il puro sentimento del possibile, il vedermi in istabile equilibrio e in oscillazione fra essere e nulla... ma non vi voglio annoiare con le mie teorie, oltretutto non sono abbastanza angosciata ora... Very Happy
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MessaggioTitolo: Re: Essere o non essere?   Mar Lug 01, 2008 6:21 pm

Mi pare di vedere, dalla tua ultima riga, che fai parte dell’altra metà del cielo e questo mi ricorda qualcosa di personale: perché io ho una sorella appena un po’ più giovane di me, di cui ricordo le sfuriate da bambina e l’energia con la quale si rivoltava contro il fato di non essere nata maschio…Ma forse lo pseudonimo che hai scelto ha tutt’altra origine, e magari sei d’accordo con Goethe che chiude il Faust con le parole del Chorus mysticus che qui malamente traduco: “Il transeunte è soltanto un simbolo, l’inverosimile qui già matura, l’indescrivibile è realtà: il femminino eterno ci trae in alto”. E queste parole, che forse possono offrire una spiegazione anche ai tuoi dubbi sulla coerenza, ti siano di augurio.
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MessaggioTitolo: Re: Essere o non essere?   Mar Lug 01, 2008 6:37 pm

Non che non sarebbe stato preferibile nascere uomo, ma il mio pseudonimo ha soltanto a che fare col fato, col mio fare da oblomovista, e col mio vedere il mondo con gli occhi del determinista. Riguardo alla coerenza non ho dubbi Very Happy






... Ma dove sono tutti gli altri forumisti?
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MessaggioTitolo: Re: Essere o non essere?   Ven Lug 04, 2008 7:57 am

Visto che per ora gli altri forumisti non rispondono, e tu parli di destino…..Ebbene, un fantasma o una realtà? Privato del suo alone favoloso ed oscuro, il destino non è nulla – è solo il riconoscimento che tu potevi agire diversamente e invece hai agito così, con un sottinteso: che se volevi compiere il male e ne è venuto bene, puoi vantarti della tua azione, e se al contrario volevi compiere il bene e ne è venuto male puoi dire: “vedete che non è colpa mia, è destino!”
Dunque il destino non è nulla, è solo il modo con cui si giustifica tutto. Ma tu parli di fato, non di destino, e forse hai un ben altro concetto della sua potenza, prossimo magari a quello degli antichi greci….
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MessaggioTitolo: Re: Essere o non essere?   Sab Lug 05, 2008 2:39 pm

Più che altro ha a che fare con un rigido determinismo. Il destino, o fato, ne è una conseguenza, e ha di certo potenza, nella mia ottica, poichè non lascia spazio al libero arbitrio.
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MessaggioTitolo: Re: Essere o non essere?   Dom Lug 06, 2008 8:09 am

….quello che generalmente si intende come opposto del libero arbitrio: l’idea che ogni evento, quindi anche ogni nostro atto è predeterminato, cioè rimanda a un potere superiore - fisico o metafisico. Ebbene, questo è certo un modo di intendere la parola destino in senso forte o fortissimo, ed è quello che ha dato da fare a religiosi e filosofi, suscitando discussioni e conflitti, chiamando in causa la provvidenza, la colpa di Eva, il mistero ineffabile della grazia…..Ma c’è un altro modo di intendere questa parola, un modo per così dire neutro, quando lo si considera semplicemente come conferma di ciò che avviene o è avvenuto, senza aloni emotivi o ideali, che è il modo con cui si usa quel termine nella chiacchiera quotidiana (“era destino”….”come si può andare contro il destino?”). Forse in questo caso il termine giunge a non significare più nulla, tanto che mi pare che se ne potrebbe fare a meno: infatti, che cosa cambia se destino c’è o non c’è? Non fa che confermare quello che avviene o che non avviene e, in ultima analisi, essere o non essere cioè la morte o la vita. E’ un po’ come con l’astrologia: che ci siano o no questi influssi degli astri, noi procediamo come se non ci fossero.
E siccome nessuno di noi si augura di riaccendere guerre di religione, è meglio che accettiamo il destino nella sua accezione più neutra possibile, come semplice conferma che “ciò che è fatto è fatto”: come disse Eschilo, che forse trovava in questa sentenza una specie di rimedio alla sua tendenza al tragico: chi sa, forse può essere questa una soluzione consolatoria anche per te.
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MessaggioTitolo: Re: Essere o non essere?   Dom Lug 20, 2008 2:49 am

In effetti hai ragione, sotto quest'ottica anche il fato diventa neutro.
Volendo, io credo, il fato può anche essere considerato, in un certo modo, un modo di vedere gli eventi della vita, positivo: soprattutto se lo si applica al passato. Intendo dire: se io guardo al mio passato come a eventi che fanno parte di un mio destino personale, alla fine, è come se io "scegliessi" il mio passato. No?

Comunque, sono una novellina in tutti questi argomenti... Non ne so molto Smile
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MessaggioTitolo: Re: Essere o non essere?   Mar Lug 22, 2008 6:30 pm

Vuoi un’altra definizione di destino? Pensa alla frase “divieni quello che sei”: una frase che, ispirata da un’ode di Pindaro, ricorre negli scritti nietzschiani come un’esortazione a sé stesso e nel contempo ai destinatari dei suoi aforismi. “Prendendo il via – leggo in un commentatore - da una visione organica dell'uomo che vede corpo, anima e intelletto in uno stretto rapporto di influenze e dipendenze reciproche, e dalla consapevolezza dell'unicità irripetibile dell'individuo, Nietzsche definisce, quale compito primario, la realizzazione creativa della propria indole. Decisiva in tal senso è la sperimentazione concreta, atta a verificare le proprie inclinazioni, i propri bisogni fisici e spirituali, le potenzialità e risorse della propria personalità”. Ma forse c’è qualcosa di più universale in quella frase, se l'accostiamo alla concezione nietzschiana dell’ “eterno ritorno dell’uguale”, che forse rappresenta la sua ultima verità, dopo ch'egli ha tentato di trascendere tutti i valori, di uccidere dio, di elevare sulle sue ceneri un superuomo con la sua volontà di potenza e forse perfino con una voluta pazzia….
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MessaggioTitolo: Re: Essere o non essere?   Mer Lug 23, 2008 12:01 am

...L'amor fati?
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