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 Lettura Kubrickiana

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TheDruid
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MessaggioTitolo: Lettura Kubrickiana   Mer Set 05, 2007 10:57 am

Le opere Kubrickiane, come tutte le opere artistiche, e sono tali, necessitano di una chiave di lettura, non spesso individuabile e a volta anche soggettiva, cosa che conferisce loro un ancor più grande spessore artistico.
L'ipotesi più accreditata dal maggior numero di riscontri parla di un vero e proprio Nietszche su pellicola, cosa molto visibile sia nel percorso Moonwatcher-Starchild(dancingstar?) di 2001 e nel dionisismo meccanico dell'arancia.
Era poi certo che volesse mettere su pellicola pure il buon vecchio Napolene, e un non ben precisato film contentente argomentazioni sull'arianesimo.
Certo queste poche note sembrano portare tutte a un omogeneità di pensiero nicciano,(anche la sottigliezza psicologica usata dal regista, è riconducibile a N.), ma ora che abbiamo la chiave di lettura, leggiamo!
Si parla sempre bene di Kubrick, insomma fa un bel effetto guardare i suoi film, ma ne cineasti ne uomini di pensiero sembrano volersi addentrare troppo nella lettura delle sue opere, che invece risulterebbero colmi di spunti interessanti per uomini di tutte le razze.
A differenza di altri, gli elementi del film kubrickiano non muovono un dito senza che il loro papà voglia, ogni gesto è un simbolo, ogni fotogramma un dipinto, sicuramente molto più di opere di autori classici , uomini di carta e penna, che vedono divorarsi i propri modesti scritti come bibbie...
Apro quindi volentieri una discussione sulla Lettura Kubrickiana, con partenza nell'anno 2001.
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TheDruid
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MessaggioTitolo: 2001 odissea nello spazio   Gio Set 06, 2007 4:28 pm

2001 è la prova che i film kubrickiani non possono essere visti senza utilizzare una chiave di lettura adatta.
Anche se poi si rischia di essere monotoni a parlare sempre di Nietzsche, 2001 uno è forse l'opera che cerca più pedanemente di immortalare il suo Zarathustra in chiave visionaria.
Il portante della colonna sonora è ricercato in Strauss, con le due opere dell'Also sprach Zarathustra e Sul bel danubio Blu.
Importante è l'utilizzo di questi due famosissimi pezzi:
L'also sprach viene utilizzato come introduzione del film, quasi a voler dare scaltramente la chiave di lettura solo a chi riconosce le famose note e l'altrettanto famoso libro, portando alla mente un altra famoso introduzione nicciana che recitava, questo libro non è per tutti, kubrick allo stesso modo semba dire: questo film non è per tutti.
Il walzer danubiano viene utilizzato invece nelle scene "spaziali" del film, a mio avviso questa scelta non possiede un significato intrinseco, ma nasconde una certa ironia soffocata durante le scene di volo della discovery, e una contrapposizione gioiosa al forte senso claustrofobico presente nelle scene bianche all'interno della discovery.
Lasciando per un attimo da parte l'analisi della scelta delle musiche d'accompagnamento, si possono individuare ai fini dell'analisi tre differenti parti ben individuabili attraverso le ambientazioni del film, ovvero un prologo e un epilogo di simil durata e spessore e uno svolgimento della trama utilizzando la location discovery.
Sia nel prologo che nell'epilogo fa da protagonista indiscussa, la presenza del monolito nero, vero protagonista dell'intero film(non Dave, che ha l'unico di scopo di rappresentare l'uomo).
Che cosa rappresenta il monolito nero? Al di la dei suoi scopi legati alla trama, ovvero di trasmettitore di segnale Terra-Giove(nota, in realtà origianariamente Giapeto satellite di Saturno, poi abbandonato per restrizioni della produzione), esso interagisce con l'elemento umano fondamentalmente tre volte, una per ogni parte del film.
Sbrigativamente è stato definito come l'istinto omicida(?poi riscoperto?e quando è stato perso?), a mio avviso un idea fondamentalmente sbagliata.
Per maggiore chiarezza elenco le varie influenze alla trama che esso porta.
1-Nel prologo la sua comparsa segna la presa dell'osso , lo sfruttamento dell'ambiente come conseguenza alla sua capacità di interagirvi attivamente, capacità che gli permette il dominio prima sulla natura circostante e poi contro la sua stessa natura(omicidio).
2-Questo passo è più facilmente intuibile da un raffronto tra la stesura scritta e il film, ovvero HAL 9000 impazzisce per contraddizzione, contraddizzione tipicamente umana.Da una parte Hal ha il compito di salvarguardare la Discovery, dall'altra di tenere nascosto l'esistenza del monolito ai compagni di viaggio.
Premettendo che Hal non è solo (altra semplificazione molto comune) il simbolo della ribellione delle macchine, Il monolito qui interagisce sul naufragio della nave, e in un certo senso sulla selezione di Dave.
3-Il monolito da vita al superuomo (ci mettiamo tutti d'accordo a chiamarlo ultrauomo?), il contatto tra il dito teso del vecchio Dave e il monolito nero innesca una metamorfosi spazio-temporale che da vita a un bambino celestemente incubato.
La somiglianza tra il momento del contatto kubrikiano e un famoso dipinto Smile , potrebbe far cadere in inganno pensando a Dio, a mio avviso in realtà, scaturisce, sia dalla fisionomia del monolito che dal misticismo che lo avvolge, che esso sia un elemento, puro e incontaminato, solido e inscalfibile, omogeneamente infinito, un elemento che senza dubbio definirei cosmico.
Il monolito sancisce quindi i tre stadi metamorfici nicciani: bestia, uomo e ultrauomo. E probabilmente rappresenta un insieme di elementi non definibili, a mio avviso, la cui mescolanza rapprenta quella che, in termini new age, si potrebbe definire come coscienza cosmica.
Tornando su Hal invece, quel che facilmente viene rappresentato come la ribellione delle macchine, per conto mio invece rappresenta l'errore umano di ricercare la perfezione (o meglio l'oltreuomo) al di fuori di se se stessi, nelle ossa, nell'interazione con l'universo invece che nella coscienza di esso.
Hal è generato non creato da uomo, e riprende i difetti dello stesso, a differenza invece di una concezione diversa di superiorità metamorfica.
La morale di Hal è: qualsiasi cosa creata dall'uomo non può superare l'uomo, l'uomo deve superare prima se stesso per poter creare qualcosa di superumano.
Ultimo protagonista è Dave, l'uomo del futuro, un uomo scialbo, freddo, ragionatore, che non mostra cali o emozione alcuna davanti a tutta la vicenda, che affronta l'intera avventura con freddezza alla Hal,è l'uomo convinto di poter avere sotto controllo tutte le ossa dell'universo, perchè in fondo, anche lua nave spaziale è un accatastarsi di ossa. E' un uomo idealistico e fortemente antropocentrico, un uomo fortemente religioso, anche in periodi in cui sembra che anche la religione si sia camaleonticamente adattata sotto altra forma.
Io ho fatto sintesi della mia idea, aspetto la vostra....
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