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 Commento a Kant

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trismegistus
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MessaggioTitolo: Commento a Kant   Lun Ago 20, 2007 1:02 am

Commentiamo la celeberrima frase di Kant:

Il cielo stellato sopra di me, la legge morale in me

In seguito proporrò, o meglio, proporremo nuovi aforismi/pillole kantiane.

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MessaggioTitolo: Re: Commento a Kant   Mer Ago 22, 2007 11:47 pm

E' la frase incisa sulla sua tomba vero?

Per me racchiude i veri sentimenti di Kant, i due lati dell'uomo che lui sentiva e per i quali ha speso tutto il suo lavoro filosofico.

Il fenomeno, a lui tanto caro, è il cielo stellato che amava studiare la cui conoscenza doveva essere possibile ed oggettiva... come poteva non esserlo? Si trattava "solo" di giustificarlo.

Dall'altra parte la legge morale in me, perchè l'uomo non si esaurisce con la conoscenza scientifica, ma la suo interno ha un abisso altrettanto profondo ed interessante.
Almeno così l'ho interpretata...
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MessaggioTitolo: Re: Commento a Kant   Lun Ago 27, 2007 2:02 am

Esatto, ed è tratta dalla "Critica della ragion pratica".

Bella interpretazione, anch'io penso che nell'effettivo il cielo stellato rappresenta la conoscenza scientifica e in un certo senso l'oggetto classico dello studio della ragion ratio dell'uomo.
La legge morale è un principio oltre questo, non necessariamente legato all'aspetto oggettivo della speculazione umana (ma non per questo non razionale) che è presente nel singolo ma che per via dell'unità della ragione, la bona mens cartesiana è comune a tutti gli uomini.

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MessaggioTitolo: Re: Commento a Kant   Lun Ago 27, 2007 2:06 am

Altra pillola kantiana:

Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti del tuo proprio intelletto

Tratta da Risposta alla domanda:che cos'è l'Illuminismo? (1784)

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MessaggioTitolo: Re: Commento a Kant   Mar Giu 24, 2008 6:02 pm

Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me...

Io l'ho interpretata come non tanto il riassunto della sua filosofia, ma semmai come quella della sua umanità; da un lato la fiducia illuministica nella scienza, dall'altro la perenne consapevolezza del fatto che, in quanto umano, non poteva se non amare e inseguire la metafisica - che non tanto si conciliava con la sua critica verso di essa; poichè la sua morale non investe solo il campo etico, ma anche la fiducia nell'esistenza di Dio. Ed è, a mio parere, proprio questa contraddizione umana che lo riguarda che fa di lui il grande uomo che egli fu.
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MessaggioTitolo: Re: Commento a Kant   Sab Lug 19, 2008 5:51 pm

Ecco un altro motto kantiano, meno celebre di quello riportato da Trismegistus, ma che forse potrà piacere a Bige e dimostrargli che non c’è solo il Kant che non si fa vedere in cucina e non sgarra un minuto nel rispettare l’orario delle sue lezioni, ma anche il Kant ironico e sbarazzino (oltre che uomo di mondo). Ecco il motto: “Il regno delle ombre è il paradiso dei sognatori”. Lo si trova nell’operetta “Sogni di un visionario chiariti coi sogni della metafisica” (1766), nella quale egli non si limita a ironizzare contro il celebre Swedenborg scienziato e mistico svedese, ma irride l’intera categoria dei sognatori metafisici. E infatti continua: “Qui essi trovano una terra sconfinata dove stabilirsi a piacimento, mentre esalazioni ipocondriache, chiacchiere da balia e miracoli claustrali non fanno mancare loro il materiale da costruzione. I filosofi ne disegnano la pianta e la mutano, la rigettano come è loro abitudine…..” Come vedi, Bige, ce n’è per tutti, forse anche per sé stesso, cioè per il Kant futuro, quando si sarà assiso in cattedra a Koenigsberg, e ivi resterà a insegnare per tutta la vita.
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MessaggioTitolo: Re: Commento a Kant   Dom Lug 20, 2008 2:12 am

emmeci ha scritto:
“Il regno delle ombre è il paradiso dei sognatori”. Lo si trova nell’operetta “Sogni di un visionario chiariti coi sogni della metafisica” (1766), nella quale egli non si limita a ironizzare contro il celebre Swedenborg scienziato e mistico svedese, ma irride l’intera categoria dei sognatori metafisici. E infatti continua: “Qui essi trovano una terra sconfinata dove stabilirsi a piacimento, mentre esalazioni ipocondriache, chiacchiere da balia e miracoli claustrali non fanno mancare loro il materiale da costruzione. I filosofi ne disegnano la pianta e la mutano, la rigettano come è loro abitudine…..” Come vedi, Bige, ce n’è per tutti, forse anche per sé stesso, cioè per il Kant futuro, quando si sarà assiso in cattedra a Koenigsberg, e ivi resterà a insegnare per tutta la vita.

Very Happy Che bello, mi piace come scrive Kant, moltissimo.
Un giorno leggero anche Sogni di un visionario, sicuramente.
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